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“La Grecia può sfruttare meglio il turismo religioso. Monte Athos, Corinto e Salonicco possono divenire mete di grande valore”

Intervista con Jacopo De Ria, titolare del Tour Operator “The World Is Mine” e presidente della Società Museum Project, che gestisce il Museo delle Cere di Padre Pio a San Giovanni Rotondo.


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Nessuno aveva dubbi sul fatto che il 2012 sarebbe stato un anno nero per la Grecia e per noi filelleni, amareggiati all’inverosimile per la triste situazione in cui si trova la nostra amata Repubblica Ellenica. Purtroppo, una notizia uscita di recente segnala che l’anno corrente potrebbe vedere un andamento negativo perfino del turismo, settore di punta dell’economia greca. Secondo dati resi noti dall'Associazione delle imprese turistiche greche (Sete) gli arrivi nel primo trimestre hanno registrano un calo dell'8,8% rispetto al 2011, pari a 53.427 turisti in meno sull'anno scorso.

 

Dobbiamo, quindi, pensare che il calo si estenderà anche all’estate? Potrà davvero verificarsi un crollo delle prenotazioni?

Per capire come si presenta la stagione turistica per la Grecia abbiano contattato un addetto ai lavori: si tratta del dott. Jacopo De Ria, imprenditore “a tutto tondo” nel settore turistico in qualità di titolare del Tour Operator “The World Is Mine” e presidente della Società Museum Project.

 

Dott. De Ria, le chiedo di essere obiettivo anche se ciò potrebbe nuocere alla salute di noi filelleni. Davvero la stagione turistica della nostra Ellade trischia di essere un flop?

“Per quel che mi risulta, consultando anche colleghi e amici operanti del settore, non mi sento di dire che ci sarà un crollo delle prenotazioni. È vero che certe immagini di scontri e tumulti non fanno buona pubblicità alla Grecia, ma non penso che la paura giunga a tal punto di causare una diminuzione tanto elevata degli arrivi nella penisola ellenica. Secondo me, quando si arriverà a ridosso dell’estate la Grecia susciterà ancora interesse da parte dei turisti italiani. Casomai, si potrebbe registrare un calo delle prenotazioni verso la penisola ellenica per un altro motivo: poiché anche l’Italia sta vivendo una fase assai delicata, molti nostri connazionali potrebbero rinunciare del tutto alle vacanze quest’anno”.

 

Da filelleno, non posso che concordare con lei… Ma ragionando da giornalista, costretto quindi a un atteggiamento obiettivo, mi sento di dire che la Grecia potrebbe fare qualcosa di più e di meglio quanto a turismo. Condivide questa mia opinione?

“Sì, sono assolutamente d’accordo con lei. A mio avviso, la Grecia sfrutta solo in parte il grande potenziale di attrattive turistiche di cui dispone”.

 

Cosa potrebbe fare la Grecia per avere un maggior afflusso di turisti?

“La Repubblica Ellenica potrebbe, o meglio dovrebbe, promuovere mete alternative rispetto alla classica immagine della vacanza di mare in isola delle Cicladi. Le mete arcinote, Santorini e Mykonos in primis, non hanno bisogno di promozione perché “si vendono da sole”. Si dovrebbe, quindi, proporre qualcosa di differente. D’altronde, le alternative non mancano affatto. A mio parere, come ebbi modo di affermare in una nostra intervista di alcuni anni fa, meriterebbero di essere valorizzare le isole del Mar Ionio. In tale area geografica si possono trovare mete ideali per varie tipologie di turisti: Corfù e Cefalonia possono essere ideali per le famiglie, mentre Zacinto può attrarre maggiormente i giovani".

 

Le alternative che lei propone sono comunque legate a una vacanza “al mare”. Eppure la Grecia non è solo mare…

“E’ verissimo! La penisola ellenica potrebbe sfruttare con maggiore efficacia altri segmenti del turismo finora poco valorizzati”.

 

Parla della Grecia Classica?

“E’ naturale far riferimento alla Grecia classica e alle immense attrattive che si trovano nelle regioni di maggior richiamo (Attica, Peloponneso, Tessaglia). Ma non mi riferivo solo a questo. C’è un segmento del turismo che potrebbe dare grandi soddisfazioni e molti introiti…”

 

A cosa si riferisce?

“Al turismo religioso! Un ambito che conosco da vicino poiché, come presidente della Museum Project, gestisco il Museo delle Cere di Padre Pio che ha sede a San Giovanni Rotondo. Tale località attira ogni anno moltissimi turisti e ciò genera un “indotto” di assoluto valore per l’intera area del Gargano. Negli ultimi anni il turismo religioso sta avendo una buona valorizzazione in Italia, ma anche in Spagna. Basti pensare ai grandi flussi di turisti che arrivano in questi due Paesi attraverso la Via Francigena e il Cammino di Santiago”.

 

Quali sono le aree che la Grecia potrebbe sfruttare per il turismo religioso?

“Inizierei dal Monte Athos, una località di grande fascino, attraente sia per il valore artistico sia per la circostante area della penisola Calcidica. Inoltre, si potrebbero sfruttare meglio i luoghi dove iniziò la predicazione San Paolo, vero e proprio divulgatore del Cristianesimo in Europa. Chi di noi non ricorda le Lettere di San Paolo ai Tessalonicesi e ai Corinzi? Quindi Salonicco e Corinto potrebbero creare qualcosa che valorizzi la presenza di San Paolo in tali luoghi. Magari creando uno o più musei dedicati alla vita e alla predicazione del grande evangelizzatore. Sono certo che un’idea del genere riscuoterebbe un sicuro successo. I musei dedicati alle personalità storiche del cristianesimo sono fonte di grande interesse per il turismo. Parlo per esperienza personale: il nostro museo di Padre Pio ci sta dando grosse soddisfazioni in tal senso”.

Fonte: Mondo Greco

http://www.mondogreco.net/index.php?option=com_content&view=article&id=1036:la-grecia-puo-sfruttare-meglio-il-turismo-religioso-monte-athos-corinto-e-salonicco-possono-divenire-mete-di-grande-valore&catid=29:bellagrecia&Itemid=60


 

 

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