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I vettori europei chiedono i danni


Islanda  vulcano (int)Se non riceveranno in qualche modo aiuti dai governi per ripianare le perdite di questi giorni, alcuni vettori europei sarebbero decisi a chiedere i danni alle autorità controllo dei loro Paesi, per aver deciso senza dati sufficienti il blocco del traffico aereo durante il passaggio della nube vulcanica. British Airways all’attacco, molto scettici i legali specializzati.

Ne ha parlato ad esempio Jeff Zindani dello studio legale Forum Law, prevedendo una raffica di azioni legali con richieste di danni che potrebbero facilmente totalizzare il miliardo di sterline, dopo che la Iata ha stimato perdite globali di 1,7 miliardi di dollari per i vettori nei giorni della nube. E lo studio internazionale DLA Piper avrebbe già in corso consultazioni sul tema.

E tuttavia secondo gli specialisti sarà difficile accusare semplicemente di negligenza organismi come la britannica Nats, National Airt Traffic Services (che opera il controllo del traffico aereo sulla Gran Bretagna e l’Atlantico orientale) che facilmente ribatterebbe di aver agito in buona fede per fornire l’informazione più attendibile.

Mentre Alex Bristol, direttore generale Strategy & Investment di Nats ha già detto ai giornalisti di non aspettarsi alcuna azione legale da parte dei vettori: «Credo siamo stati molto chiari fin dall’inizio sul fatto che tutte le decisioni sono state prese in base alle linee guida, unicamente per assicurare la massima sicurezza nel nostro spazio aereo».

La posizione della Commissione Europea
Peraltro il commissario europeo alla concorrenza Almunia ha già annunciato che la Commissione Europea potrebbe autorizzare aiuti pubblici per le compagnie colpite, aggiungendo però che se i governi non saranno disposti a farlo i vettori dovranno trovare altre vie per recuperare le perdite.

Intanto Lufthansa ha annunciato che non chiederà supporto finanziario al governo tedesco, come invece ha già deciso di fare British Airways con quello britannico, invitando anche tutti gli altri governi europei a fare lo stesso per i loro vettori aerei, «come è stato dopo l’11 settembre del 2001, quando i danni non furono neppure gravi quanto ora».

Molto duro l’atteggiamento di Ryanair: «Vorremmo farla finita con queste ridicole regole di compensazione dei passeggeri – ha detto il ceo Michael O’Leary – che consente loro, perfino a quelli che pagano tariffe da 20 o 30 euro, di chiedere ai vettori anche il rimborso delle spese per l’hotel».


 

 

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